# Il riferimento a Terra … #

Sarà capitato moltissime volte di sentire utilizzare il termine “terra” relativamente ai collegamenti di circuiti in impianti elettrici, intesa come punto di collegamento o di riferimento per un impianto elettrico; con lo scopo di avere un collegamento di protezione, o una collegamento di lavoro o un collegamento di funzionamento.
Ogni tipo di collegamento citato dell’impianto rispetto alla terra ha un compito specifico e realizza un preciso sistema di distribuzione che in questa breve esposizione tralascio volutamente, per considerare il significato del riferimento di Terra : il pianeta il cui viviamo.

Dunque, se considero un generico conduttore e dico che questi ha un determinato potenziale, avrei espresso un concetto privo di significato in senso assoluto, se non lo riferisco ad un potenziale noto di un altro conduttore.
Questo perché: il potenziale riferito a un punto specifico dipende dal riferimento scelto, infatti la tensione o meglio differenza di potenziale è quella tra due punti scelti a potenziali differenti…
Infatti, nella pratica quando si esegue una misura di potenziale lo strumento utilizzato, rileva e misura la differenza di potenziale fra due punti, ovvero una differenza di potenziale, che indichiamo con V (volt).

Pertanto si hanno due punti a potenziale differente, uno a potenziale maggiore e l’altro a potenziale minore, da qui la necessità di avere un riferimento.

Nel caso degli impianti elettrici (considero per comodità il caso di quelli civili) la tensione si riferisce fra i due conduttori di alimentazione di un generico impianto, e prendono il nome rispettivamente di conduttore di fase F (a potenziale maggiore o conduttore attivo) e conduttore di neutro N.
Nei sistemi di distribuzione elettrica, con i quali si alimentano le varie utente elettriche (imp. Elettrici civili) le reti di distribuzione presentano il conduttore di centro stella del trasformatore (quindi in cabina) collegato a Terra (a seconda del sistema di distribuzione il tipo di connessione cambia) consentendo di sfruttare la conducibilità del terreno quale conduttore di riferimento per quello di fase …
pianeta_terra
Il globo terrestre può essere considerato un condensatore di capacità infinita, al punto da mantenere il suo potenziale inalterato per qualsiasi carica considerata che ad esso venga fornita, ma in realtà non è così.
Perché seppur non si possa valutare il potenziale della terra non avendo alcun punto di riferimento, ogni ipotetica variazione del potenziale della terra non varierebbe le differenze di potenziale con qualunque conduttore considerato, o meglio il suo potenziale non varierebbe qualunque sia la quantità di carica elettrica drenata nel terreno.

Pertanto la massa notevole della terra e la sua conducibilità determinano le condizioni in cui il potenziale elettrico della sua superficie non subisca variazioni apprezzabili per qualunque carica ad essa fornita; per questo “si considera zero il potenziale della terra” e ad essa si facciano riferire tutti i potenziali dei conduttori in maniera rigorosa; mantenendo altresì sempre presente le dovute considerazioni sulle resistenze dei conduttori utilizzati per le relative connessioni.
Sul principio di considerare inalterato il potenziale del nostro pianeta si basa il principio della messa a terra negli impianti elettrici.

Ora considerando una generico impianto elettrico di tipo civile, il circuito di distribuzione dell’energia elettrica che fornisce a questi la tensione di alimentazione, ha un determinato valore di potenziale proprio rispetto alla terra o terreno, che nel caso del civile assume il valore di 230 V. Pertanto vien da se che ogni parte attiva che realizza il circuito dell’impianto elettrico, quindi i conduttori elettrici ed i circuiti elettrici dei dispositivi alimentati dallo stesso impianto, per un loro “difetto di isolamento” possono assumere rispetto alla terra o terreno “la stessa tensione delle parti attive”, divenendo così un rischio per l’uomo.
Questa condizione di “rischio indiretto” può essere prevenuta, collegando le masse (potenzialmente interessate al fenomeno descritto) ad un conduttore, detto “conduttore di protezione” ben identificato da un colore distintivo gialloverde, in intimo contatto con il terreno, utilizzando a tale scopo un dispositivo detto “dispersore”; questo tipo di collegamento è detto :”messa a terra”.

messa a terra

Il dispersore ovviamente essendo un elemento conduttore al passaggio dell’intensità di corrente It verso terra presenterà una determinata resistenza, che possiamo indicare con Rt, pertanto la tensione Ut sulle masse interessate rispetto al terreno assume un valore determinato grazie alla legge di ohm, pari a: Ut=Rt.It.
La realizzazione dell’impianto di terra deve essere tale da assicurare che la tensione di terra sia inferiore alla tensione di sicurezza che in alternata equivale a 50 V efficaci. Nel caso in cui questa tensione sia di valore maggiore dovrà intervenire tempestivamente un interruttore automatico differenziale che ha una sua corrente di intervento inferiore a 30 mA, pertanto proteggerà anche da eventuali contatti con le parti attive (contatti diretti), intervenendo per un valore di intensità di corrente inferiore alla corrente pericolosa per l’uomo.

simbolo terra

Questo cartello,rappresenta il punto di collegamento di una connessione di terra, presente nel caso degli impianti elettrici in prossimità di punti di realizzazione dei dispersori (pozzetti) o su macchine elettriche nei punti di connessione elettrica per i conduttori di protezione giallo-verde, dove viene realizzato un apposito morsetto di connessione.

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