Intensità di corrente elettrica

Si è detto che la differenza di potenziale o tensione elettrica è la grandezza fisica che mette in moto gli elettroni. Ora se consideriamo in una sezione S di un generico conduttore elettrico in un intervallo di tempo ∆t un moto ordinato di cariche q (ovvero gli elettroni liberi messi a disposizione nei conduttori) si può definire l’intensità di corrente elettrica I con l’espressione

[math]I=\frac{q}{\Delta_{t}}[/math]

Pertanto maggiore sarà la quantità di carica che attraverserà la sezione del conduttore maggiore sarà l’intensità di corrente, la cui unità di misura è l’ampere ed il simbolo “A”, ovvero C /S (coulomb al secondo).

Cosi come visto per la tensione anche l’intensità di corrente è una grandezza dotata di verso e come verso della corrente elettrica in un conduttore è stato scelto per convenzione, quello del movimento delle cariche positive, ovvero il verso che va dai punti a potenziale maggiore a quelli a potenziale minore.

verso correnteNella realtà lo spostamento degli elettroni segue il senso opposto rispetto al verso positivo della corrente, le origini di questo “errore” è da ricercare nella storia dell’elettricità, dai tempi della Grecia antica gli studi dei fenomeni elettrici stabilivano che fossero le cariche positive a muoversi e non quelle negative.

verso della corrente e degli elettroniRelativamente ai valori che un’intensità di corrente elettrica può assumere si possono avere intensità di corrente elettrica costante e intensità di corrente elettrica variabile.

La corrente elettrica è costante nel tempo se il verso di movimento delle cariche è sempre lo stesso, in questo caso si dice continua,

corrente costantenel caso contrario diremo variabile, per queste ultime è nota la corrente alternata ad andamento sinuosidale,

corrente variabile ed alternatae da quest’ultima per mezzo di adeguati dispositivi elettronici si possono ottenere correnti raddrizzate o pulsanti.

corrente pulsante

In virtù della natura delle cariche elettriche, poi si possono considerare le correnti di conduzione o elettroniche tipiche dei conduttori metallici, essendo la massa degli elettroni trascurabile non si a un vero e proprio trasporto di materia, e le correnti di convezione o ioniche che si hanno nei conduttori elettrolitici o nei gas ionizzati caratterizzate oltre che dal movimento di elettricità anche da trasporto di materia.

Immagine

Rappresentazione di una cella elettrolitica fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Cella_elettrolitica

La misura dell’intensità di corrente assorbita da un generico utilizzatore o carico, nell’esempio che segue una lampadina, si esegue con un amperometro o un multimetro in portata ampere, nel caso visto in ampere dc, ovvero in corrente continua (direct current), lo strumento per la misura di corrente andrà sempre inserito in serie all’utilizzatore !

misura corrente

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