STRISCE REATTIVE PER ANALISI URINE

Le strisce reattive per le analisi rapide delle urine fanno uso di reagenti cromogeni, in quantità esattamente predeterminata, essiccati ed immobilizzati su adatti supporti, capaci di mutare le proprie caratteristiche ottiche in funzione della presenza o meno, nelle urine, di determinate sostanze da testare. I reagenti rimangono stabili fino al momento del loro utilizzo. La reazione ha inizio quando vengono solubilizzati dall’aggiunta di una quantità stabilita del campione da analizzare (urina, sangue) che funge da solubilizzante del sistema. La sostanza da ricercare si lega con i reagenti dando luogo ad una reazione evidenziata da una variazione cromatica: la lettura del colore viene effettuata visivamente per confronto con una scala cromatica di riferimento.
La maggior parte delle strisce in commercio sono in grado di rilevare molti parametri, altre ne rilevano uno solo. Alcune consentono una determinazione solo qualitativa (es.assente, presente), altre semiquantitativa.

Principali parametri urinari valutabili

Glucosio
Il glucosio viene eliminato con le urine quando la concentrazione nel sangue supera la soglia renale il cui valore normale è di circa 160-180 mg/dl. La soglia renale può variare da soggetto a soggetto e risentire di variazioni nei livelli ormonali. La presenza di glucosio nelle urine potrebbe essere indicativa di diabete mellito ma una glicosuria può verificarsi anche in condizioni fisiologiche, ad esempio durante la gravidanza o dopo un pasto molto ricco di carboidrati. Viceversa se la soglia renale è elevata, si potrà avere assenza di glucosio nelle urine nonostante valori elevati di glicemia. Ne consegue che la ricerca del glucosio nelle urine con l’utilizzo delle strisce reattive non è un’indagine utilizzabile come screening dei soggetti diabetici. In corso di trattamento antidiabetico invece la valutazione del glucosio nelle urine consente di monitorare l’efficacia della terapia. La sensibilità di gran parte delle strisce è di circa 30-40 mg/100 ml. Pertanto non sono in grado di rintacciare la presenza di un modesto quantitativo fisiologico di glucosio. In caso di assunzione di dosi elevate di vitamina C (superiori ad 1 g/die di vitamina C o di grandi quantità di succhi di frutta) il risultato potrebbe essere falsamente negativo per l’attività riducente dell’acido ascorbico: nei casi dubbi è consigliabile ripetere l’esame con l’urina raccolta 10 ore dopo l’ultima assunzione.
Corpi chetonici
I corpi chetonici (ac. acetacetico, acetone, ac. -idrossibutirrico) sono prodotti intermedi del metabolismo dei lipidi. La loro determinazione può essere importante per riconoscere uno stato di scompenso metabolico come quello che si manifesta nella chetoacidosi diabetica che è una fase di aggravamento del diabete. Il diabetico perviene alla chetosi quando perde il controllo glico-metabolico (iperalimentazione, dosaggi non idonei di farmaci antidiabetici, stress, stati infettivi). La notevole perdita di glucosio nell’urina depaupera l’organismo della fonte primaria di energia (glucidi) e lo costringe ad utilizzare i lipidi. Aumenti della chetonuria possono inoltre riscontrarsi in caso di digiuno prolungato o diete povere di zuccheri e ricche di proteine (diete dimagranti), nella iperemesi gravidica, in caso di danno epatico e talvolta nell’intossicazione da alcool. Nel bambino le cause che portano ad iperacetonemia sono gli stati febbrili causati da infezioni batteriche e virali, la diarrea, il digiuno e l’alimentazione carente di zuccheri. L’assunzione di alimenti o bevande ricche di carboidrati è il provvedimento più importante. Risultati falsamente positivi potrebbero essere dovuti all’assunzione di alcuni farmaci come captopril, mesna, levodopa, ac. valproico.
Sangue
Con le strisce reattive possono essere rintracciati sia i globuli rossi intatti sia l’emoglobina libera. Il test può risultare positivo anche in presenza di mioglobina dovuta a traumi muscolari. La presenza di sangue nelle urine può essere indicativa di molte affezioni fra cui cistiti, pielonefriti, glomerulonefriti, tubercolosi renale, tumori ai reni e al tratto urogenitale. L’importanza diagnostica di questa rilevazione tuttavia è stata messa in discussione da alcuni autori che sostengono come il rischio connesso agli approfondimenti diagnostici che possono far seguito alla rilevazione di una ematuria isolata (es. urografie, biopsie renali) supera di gran lunga il beneficio di una rilevazione precoce: solo nello 0,5-2% degli adulti infatti all’origine dell’alterazione di questo parametro sta una patologia clinicamente significativa. La ricerca sistematica di ematuria è invece un indagine importante nei soggetti di età superiore ai 60 anni, nei forti fumatori e in chi è esposto a carcinogeni vescicali (coloranti dell’anilina, prodotti chimici intermedi della lavorazione della gomma) considerando la maggior incidenza dei tumori dell’apparato urinario in questi soggetti. Valori erroneamente bassi o negativi si ottengono in presenza di acido ascorbico, mentre falsi risultati positivi si possono ottenere in presenza di povidone iodio (che potrebbe essere utilizzato per l’igiene intima prima del prelievo del campione di urina).
Proteine
Normalmente le proteine sono presenti nelle urine in piccole quantità. Una proteinuria può essere rivelatrice di varie patologie renali (es.glomerulonefrite) in grado di portare all’insufficienza d’organo, ma purtroppo la positività al test ha un valore predittivo molto basso. Infatti la proteinuria (“benigna”) può anche essere la conseguenza di sforzi fisici, dell’obesità, dello scompenso congestizio, di stati febbrili, di ortostatismo prolungato, per cui lo screening in soggetti asintomatici è poco significativo per la rilevazione di patologie renali. La frequente ripetizione dell’esame nell’arco almeno di 3 mesi consente una valutazione più precisa. Le proteinurie patologiche sono generalmente persistenti: l’albumina si riscontra sia nell’urina notturna che in quella diurna. Nelle proteinurie benigne l’albumina è assente nell’urina notturna per cui, per evitare risultati falsamente positivi, è questa che va analizzata. Risultati falsamente positivi si possono avere anche nel caso di urine fortemente alcaline (per l’assunzione di elevate quantità di bicarbonati o citrati) o in presenza di disinfettanti a base di ammonio quaternario o clorexidina (residui di prodotti impiegati per l’igiene intima).
Leucociti e nitriti
Una aumentata eliminazione di leucociti nelle urine è di solito un sintomo di infiammazione delle vie urinarie (cistiti, pieliti, uretriti, prostatiti) o dei reni. La presenza di nitriti viene accertata sfruttando la conversione dei nitrati presenti negli alimenti in nitriti ad opera di batteri Gram negativi. Anche se quest’ultimo test non è molto sensibile (si possono avere falsi negativi per svariate come ad es. una insufficiente permanenza dell’urina in vescica) la presenza contemporanea di globuli bianchi e di nitriti nelle urine presenta un buon valore predittivo di infezione quando riferito a categorie a rischio: 13% nelle donne in gravidanza, 17% nelle donne anziane, 33% nelle donne diabetiche, 44% negli anziani ricoverati presso case di riposo.
Bilirubina
Nelle persone sane non si riscontra bilirubina nelle urine. Una eliminazione di bilirubina può verificarsi in caso di ittero ostruttivo (calcoli, neoplasie) oppure di ittero epatocellulare (epatite acuta e cronica, cirrosi). Falsi negativi si verificano per la possibile ossidazione della bilirubina dopo prolungata conservazione del campione e per la presenza nell’urina di ac.ascorbico o nitrati.
Peso Specifico
Il test fornisce una indicazione della concentrazione ionica delle urine. Un valore più basso della norma in genere è associato a un elevato volume urinario per diabete, pielonefrite, eccessiva idratazione, terapia diuretica. Un valore più alto potrebbe riflettere una semplice disidratazione ma anche essere conseguente a malattie epatiche, insufficienza cardiaca o diabete mellito.

Altre determinazioni possibili sono: pH, Urobilinogeno, Acido Ascorbico ecc..

Procedimento

  • Rimuovere dalla bottiglietta solamente le strisce necessarie per l’uso immediato e richiudere ermeticamente il tappo;
  • Immergere completamente le aree dei reagenti della striscia nel campione recente di urina ben mescolata. Rimuovere la striscia immediatamente evitando di dissolvere i reagenti;
  • Mentre si toglie la striscia, toccare il lato di questa contro il bordo del contenitore delle urine per togliere l’eccesso di urina. Asciugare il bordo della striscia su un tovagliolo di carta assorbente per rimuovere ulteriormente l’eccesso di urina e di evitare contaminazione dei reagenti adiacenti;
  • Confrontare ogni area reattiva con suoi blocchi di colore corrispondente indicati sulla confezione e leggere nei tempi indicati. Il tempo di lettura corretta è fondamentale per ottenere risultati ottimali;
  • Ottenere i risultati leggendo direttamente sulla tabella dei vari colori possibili il valore di concentrazione corrispondente per ogni sostanza ricercata.

procedimento disegno
Sequenza operativa analisi urina con le strisce reattive
Barattolo con cartina 2
Barattolo contenente le strisce reattive con apposita scala cromatica per ricavare la concentrazione delle sostanze ricercate nelle urine

 

Scala cromatica ingrandita
Scala cromatica ingrandita

Controllo di qualità

Per i migliori risultati, le prestazioni delle strisce reagenti devono essere confermate da test con campioni noti o con controlli negativi e positivi ogni volta che un nuovo test viene eseguito o ogni volta che si apre una nuova bottiglia. Ogni laboratorio deve stabilire i propri obiettivi per adeguati standard di prestazioni, e dovrebbe valutare le procedure di prova, se tali norme non siano rispettate.

 

Bibliografia
1)Woolhandler S. et al. Dipstick urinalysis screening of asymptomatic adults for urinary tract disorders.
-1st part: hematuria and proteinuria. JAMA 1989;262:1214.
– 2nd part: bacteriuria. JAMA; 1989: 1221.
2) Noiry JP. Que faire devant une hematurie decouverte a la bandelette? La Rev Prescr 1986; 6:37.
3) Manuale Merck 3a ed. 1992.

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2 commenti su “STRISCE REATTIVE PER ANALISI URINE

  1. Questa tecnica mi giunge nuova,ma è normale essendo un profano della Chimica… Articolo interessante
    Grazie Admin.

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    • KirkadminKirkadmin il said:

      …e questo non è niente, presto ti stupirò con effetti speciali!!!!!

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