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Caccia al Resistore Fake

Avete presente quel brivido di scetticismo che vi assale quando stringete tra le mani un componente elettronico acquistato online e vi sembra… troppo leggero? È esattamente quello che mi è successo di recente. Avevo bisogno di un carico fittizio affidabile per alcune misurazioni e ho ordinato dei resistori corazzati in alluminio da $8\ \Omega$ e $50\ \text{W}$.

Appena scartati, però, il loro peso piuma ha fatto scattare un campanello d’allarme. “Saranno dei fake?”, mi sono chiesto. Nella progettazione elettronica non c’è spazio per i dubbi: l’unica soluzione è la caratterizzazione sperimentale. Ho dovuto quindi testarli in aria libera per verificare la loro reale capacità di dissipazione termica e capire se la mescola interna avesse una conducibilità termica degna di questo nome o se mi trovassi davanti a un clone di bassa qualità.

Il Piano d’Azione: Protocollo di Test in Aria Libera

resistore appeso in aria .. 🙂

Per non rischiare di distruggere subito il componente, ho optato per un test prudente a potenza ridotta, senza installare il resistore su un dissipatore di calore esterno (aria libera).

  1. I Calcoli Preliminari (Teoria)

Per iniettare l’esatta potenza target di $10\ \text{W}$ nel resistore da $8\ \Omega$, ho dovuto calcolare i parametri elettrici di alimentazione utilizzando le leggi di Ohm e della potenza Joule.

  • Calcolo della Tensione ($V$):

Dalla formula della potenza $P = \frac{V^2}{R}$, isolando la tensione otteniamo:

$$V = \sqrt{P \cdot R} = \sqrt{10\ \text{W} \cdot 8\ \Omega} = \sqrt{80} \approx 8,94\ \text{V}$$

  • Calcolo della Corrente ($I$):

Dalla legge di Ohm $I = \frac{V}{R}$ (oppure $I = \frac{P}{V}$):

$$I = \frac{8,94\ \text{V}}{8\ \Omega} \approx 1,12\ \text{A}$$

  1. La Temperatura Attesa ($T_c$)

Basandomi sulle curve caratteristiche medie dei resistori corazzati standard da $50\ \text{W}$ dissipati in aria a $10\ \text{W}$, la temperatura superficiale del corpo ($T_c$) stimata dovrebbe aggirarsi intorno ai $73^\circ\text{C}$.

 L’Esperimento Pratico

Il test è stato eseguito seguendo una procedura rigorosa per evitare che lo scambio termico venisse influenzato da fattori esterni:

  1. Montaggio: Ho sospeso il resistore in aria libera, tenendolo appeso esclusivamente ai cavi elettrici di alimentazione, annullando così l’effetto di conduzione termica verso superfici d’appoggio.
  2. Configurazione: Ho impostato l’alimentatore da banco esattamente a $8,94\ \text{V}$ con il limite di corrente a $1,12\ \text{A}$.

    Alimentatore regolato per una tensione di 8,84 V ed una corrente di 1,12 A circa
  3. Il Cronometro: Ho dato tensione al circuito e ho lasciato stabilizzare il sistema.
  4. Criteri di Valutazione (Il Benchmark)

Allo scadere del tempo di alimentazione, l’uso di un termometro sul corpo in alluminio del resistore decreterà la qualità del componente secondo questo schema teorico:

Temperatura Rilevata Esito del Test Diagnosi
Tra $75^\circ\text{C}$ e $80^\circ\text{C}$ ✔️ PROMOSSO Ottima conducibilità termica. Il materiale riempitivo interno è di qualità e trasferisce correttamente il calore all’alluminio. Il componente è affidabile.
Superiore a $100^\circ\text{C}$ BOCCIATO Resistore Clone/Fake. La scarsa qualità dei materiali interni crea una resistenza termica troppo alta. Il componente rischia il failure precoce.

Il Verdetto: Il Sospetto Diventa Certezza

Temperatura misurata di lato del corpo del resistore ..144 °C
Temperatura misurata sulla superficie superiore del resistore 124 °C

Ho lasciato il circuito in funzione monitorando costantemente l’andamento termico. Trascorsi 15 minuti di alimentazione continua, la misura ha purtroppo confermato in pieno il mio sospetto iniziale.

In aria libera, la temperatura raggiunta dal corpo metallico del resistore era eccezionalmente elevata e non uniforme: il valore rilevato oscillava infatti tra i $124^\circ\text{C}$ e i $140^\circ\text{C}$, a seconda della zona di lettura della corazza.

Questa enorme discrepanza rispetto ai $73^\circ\text{C}$ attesi teoricamente (e una variazione così marcata lungo il corpo del componente) è il segno inequivocabile di un riempimento interno scadente o parziale, che crea sacche d’aria e impedisce una corretta conducibilità termica verso l’alluminio.

Nota positiva: Nonostante il severo stress termico a cui è stato sottoposto, c’è da dire che la parte puramente elettrica ha retto il colpo: il valore ohmico ha tenuto bene, mantenendosi stabile sulla soglia nominale degli $8\ \Omega$.

Tuttavia, con temperature di esercizio così elevate dovute a una pessima efficienza di dissipazione complessiva, il componente rimane del tutto inadatto e rischioso come carico fittizio continuo per potenze elevate.

L’Autopsia del Resistore: Cosa c’è dentro?

La curiosità scientifica ha avuto il sopravvento. Per comprendere fino in fondo la reale qualità costruttiva e i segreti di questa pessima dissipazione, ho deciso di sacrificarne uno.

Procedendo con estrema cura per non danneggiare la struttura interna, ho aperto e smontato il resistore. Come mostrato nella foto, l’analisi anatomica del componente ha rivelato la sua tecnologia costruttiva:

  • L’elemento riscaldante: Il cuore del resistore è costituito da un sottile filo di materiale resistivo (molto probabilmente costantana o una lega simile), avvolto a spirale attorno a un supporto interno cilindrico e isolante.
  • La corazza: Questo nucleo è infilato all’interno del tubicino alettato in alluminio estruso.
  • Il riempimento: Per colmare lo spazio vuoto tra il filamento e la corazza metallica (e permettere il passaggio di calore), il tubicino è stato riempito di sabbia (presumibilmente di quarzo).
  • La sigillatura: Le due estremità della struttura sono state infine sigillate per trattenere il tutto utilizzando della colla (probabilmente a base cementizia ad alta temperatura).
I componenti del resistore: l’involucro in alluminio, la sabbia di riempimento ed il resistore in filo resistivo avvolto su un supporto isolante, i piccoli grani neri sono rimasugli dell’elemento di chiusura gli estremi dei reofori del resistore
Ingrandimento dell’elemento resistore ..

L’ispezione visiva ha confermato la diagnosi: la sabbia di riempimento, elemento chiave per trasferire il calore dal filo alla corazza d’alluminio, era probabilmente insufficiente, troppo grossolana o non pressata a dovere, lasciando micro-intercapedini d’aria che hanno agito da isolante termico anziché da conduttore.

 Conclusioni e… un Piccolo Indizio

Fermo restando la certezza matematica di non avere tra le mani un buon resistore da $50\ \text{W}$, posso comunque ritenermi parzialmente soddisfatto. Per la specifica applicazione che ho in mente, infatti, questo componente sarà più che sufficiente.

Il carico fittizio dovrà supportare un segnale a $1000\ \text{Hz}$ per la durata di pochi secondi, gestendo una potenza stimata di circa $20\ \text{W}$. Trattandosi di un impulso così breve, l’inerzia termica del componente impedirà alla temperatura di raggiungere picchi distruttivi, e la stabilità del valore ohmico a $8\ \Omega$ che ho riscontrato nel test mi garantisce la precisione necessaria.

Ha mantenuto il suo valore ohmico di 8 ohm nonostante lo stress termico..

E con questi dati… credo proprio di avervi già svelato la natura della mia prossima misurazione!

Chi indovina di quale apparato stiamo parlando? .. :mrgreen:

 

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