1- Resistori fissi, tutto o quasi …

Il resistore è il primo componente passivo che si incontra quando si inizia lo studio dei circuiti elettrici, sia in regime di corrente continua che in corrente alternata.

RESISTORE 2

Se non fosse per G. Ohm…

Il resistore, è quel dispositivo passivo che dal punto di vista elettrico, rappresenta la costante si proporzionalità tra la tensione e l’intensità di corrente elettrica, la grandezza fisica caratteristica è detta resistenza elettrica e si misura in Ohm, [math] simbolo \Omega [/math], prende il nome proprio dal fisico e matematico tedesco Georg Ohm http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Ohm che scoprì appunto la proporzionalità fra corrente elettrica e la tensione elettrica determinando quella oggi nota a tutti gli Elettrotecnici come la “Legge di Ohm”, fondamentale nello studio dei circuiti elettrici. La resistenza è indicata con la lettera R ed il suo simbolo elettrico può essere

simbolo

Serie e in derivazione o parallelo…

Il resistore inserito in un circuito elettrico alimentato alla tensione V da un generatore, collegato in serie ad un generico utilizzatore sarà attraversato dalla stessa intensità di corrente I in ampere (A) assorbita dall’utilizzatore, e che determinerà ai capi del resistore una caduta di tensione Vr in volt (V) , data dall’espressione

[math]V_{R}=R I[/math]

La grandezza fisica indicata con R rappresenta la “resistenza elettrica” valore costante (trascurando condizioni ambientali e di lavoro particolari) che il resistore offre all’intensità di corrente che lo attraversa, ed è espressa in ohm.

resistore serie

Il caso esposto in precedenza considerava l’inserimento del resistore in serie ad un generico utilizzatore, ma come è noto dalla teoria dei circuiti elettrici il resistore può essere anche connesso in derivazione ad un generico utilizzatore, in questo caso il resistore sarà sottoposto ai suoi capi alla stessa tensione di alimentazione V in volt (V) , che si avrà ai capi dell’utilizzatore, e questa differenza di potenziale determinerà nel resistore un passaggio di intensità di corrente Ir in ampere (A) data dall’espressione

[math]Ir=\frac{V}{R} [/math]

resistore derivazione

Anche in questo caso la grandezza fisica indicata con R rappresenta la “resistenza elettrica” che il resistore offre ai capi del generatore di tensione al quale è alimentato in derivazione il generico utilizzatore.

Quindi, il resistore indica il componente, mentre la resistenza elettrica è la caratteristica fisica del componente, che risponde alla ben nota Legge di Ohm, che stabilisce la proporzionalità fra le grandezze di tensione in Volt ed intensità di corrente in Ampere, che determinano il funzionamento del circuito elettrico e forniscono per ogni caso specifico il valore della resistenza in Ohm.

COLLEGAMENTO RESISTORI

Quando si devono collegare in parallelo due resistori R1 ed R2, la formula per il calcolo della resistenza equivalente del parallelo è

[math]R_{eq}=\frac{R_{1}\cdot R_{2}}{R_{1}+R_{2}} [/math]

Per più resistori l’espressione diventa

[math]R_{eq}=\frac{1}{R_{1} }+\frac{1}{R_{2}}+…+\frac{1}{R_{n}}[/math]

Quando invece si collegano in serie due o più resistori in serie il valore della resistenza equivalente serie è data dalla somma delle singole resistenze costituenti il ramo serie

[math]R_{eq}={R_{1}+ R_{2}}+…+R_{n}[/math]

Si è detto che il resistore offre una resistenza elettrica all’intensità di corrente che lo attraversa, e questo avviene realizzando il componente in virtù della relazione:

[math]R= \rho \cdot \frac{l}{S}[/math]

nella quale le grandezze fisiche costruttive di lunghezza “l” espressa in m, la sezione “S” espressa in m 2 e la resistività del materiale “ ϱ“ espressa in ohm .metro del resistore, ne determinano il valore della costante R, questo perché in genere si può immaginare un resistore costituito da un supporto isolante, sul quale è stato avvolto un conduttore elettrico (es.rame) con una propria resistività elettrica e di determinata lunghezza e sezione; nella pratica si trovano resistori di piccole dimensioni e con diversi valori di resistenza e potenza, ottenuti utilizzando accorgimenti su particolari materiali e tecniche costruttive.

Ora lasciando la teoria dei circuiti elettrici, a chi ha competenze per poterla illustrare a dovere (non è il mio caso) provo a presentare il componente con un approccio più pratico ,iniziando dai valori caratteristici da cui dipendono i resistori ed è bene aver presente in fase di scelta dei componenti…

Fattori specifici dei resistori:

-coefficiente di temperatura

È indicato dai costruttori con la sigla TC ed è espresso in ppm/°C, ovvero parti millesimali rispetto al valore misurato alla temperatura ambiente, se si considerano piccole variazioni di temperatura DT il valore del resistore dipende in maniera lineare dalla temperatura secondo la relazione

[math]R=R_{0}\cdot \left ( 1+\alpha \cdot DT \right ) [/math]

In cui α è il coefficiente di temperature espresso in °C-1 e dipende dalla qualità del materiale impiegato e dalla temperatura di riferimento t0 in cui il resistore assume il valore R0. Il coefficiente di temperatura può essere negativo o positivo e questo fenomeno viene utilizzato per realizzare i termistori NTC ed PTC,

-coefficiente di tensione

È un fattore molto importante per la realizzazione di particolari resistori noti con il nome di varistori. In particolari resistori si manifestano variazioni del valore di resistenza al variare della tensione applicata ai terminali di questi resistori, e queste variazioni seguono un andamento molto complesso, ma considerando un piccolo intorno della tensione di riferimento V0 si può scrivere

[math]R=R_{0}\cdot \left \left [ 1+ K_{V} \left ( V-V_{0} \right )\right ] [/math]

In cui Kv è il coefficiente di tensione del resistore espresso in ppm/V,

-potenza nominale

È il valore di potenza espresso in watt (W) che il resistore può supportare e quindi dissipare in specifiche condizioni di lavoro, e senza che si alterino le caratteristiche dello stesso resistore, si considera in genere ambiente in aria secca a 25°C. La dissipazione di potenza genera un aumento di temperatura nel resistore rispetto alla temperatura ambientale, e questa dissipazione diminuisce all’aumentare della temperatura ambiente. I costruttori forniscono per ogni tipologia di resistore una curva caratteristica dell’aumento di temperatura DT del resistore in funzione della potenza dissipata, nota come curva di derating.
Il valore di potenza che il resistore è chiamato a dissipare occorre considerarlo in fase di applicazione del componente e quindi di dimensionamento in quanto è di fondamentale importanza per la durata e l’efficienza del componente, per questo esistono in commercio resistori con diversi tagli di potenza, dal valore piccolo di ¼ di W fino ai 5 W per pcb ed oltre per applicazioni particolari, si pensi ad esempio resistori per applicazioni industriali che lavorano nell’ordine di qualche migliaio di watt.

curva di derating

sovraelevazione di temperatura

-tensione nominale

Questo valore in genere compreso tra i 100 ed 750 V, indica il valore di tensione applicabile al resistore per il quale si dissipa la potenza nominale pari a

[math]V_{max}=\sqrt{R\cdot P_{max}}[/math]

Fermo restando la disponibilità sul mercato di resistori con tensione nominale superiore ai valori su indicati, e questo per indicare che anche il valore della tensione di isolamento è un fattore caratteristico di questo componente (come per tutti gli altri componenti elettronici del resto) molto determinante, perché se sottovalutato può generare malfunzionamenti del componente,

-caratteristica resistenza/frequenza

E qui il discorso si fa interessante, in quanto entra in gioco una grandezza fisica, ovvero la “frequenza” che in particolari circuiti rende la scelta del resistore non semplice, perché il resistore inserito in questi circuiti non può più essere rappresentato come una resistenza pura bensì con una componente capacitiva ed induttiva, in pratica si dovrà rappresentarlo con uno schema molto riduttivo del tipo:

circuito equivalente

La capacità C è quella rappresentata fra i terminali del resistore e quella distribuita, mentre l’induttanza  L è quella dell’elemento resistivo e dei terminali del resistore, il valore dell’impedenza Z vista ai terminali del componente vale:

[math]Z= \frac{1}{\frac{1}{R+J\omega L}+J\omega C}=[/math]

[math]=\frac{R+J\omega L}{1+J\omega CR-\omega ^{2}LC}[/math]

pertanto il resistore verrà utilizzato in un campo di frequenze

Ω<<R

 1/ΩC >>R

quindi

ω2LC<<1

in queste condizioni si avrà per l’impedenza

[math] Z=\frac{R+J\omega L}{1+J\omega CR}=[/math]

[math] =\frac{R+\omega ^{2}LCR+J\omega\left( L-CR^{2} \right )}{1+\left( \omega CR \right )^{2}} [/math]

essendo

ωRC<<1

e a maggior ragione

(ωRC)2<<1

l’espressione diventa

[math]Z=R\left ( 1+\omega ^{2} LC\right )+J\omega \left ( L-CR^{2} \right )\cong R + J\omega \left ( L-CR^{2} \right ) [/math]

In sostanza il resistore o dipolo si comporta come una resistenza equivalente [math]R_{eq}\cong R [/math] ed una reattanza

[math] X_{eq}= \omega \left ( L-CR^{2} \right )[/math] collegate in serie.

Ora le condizioni di funzionamento che si possono avere sono due, ed esattamente:

– [math]L> CR^{2} [/math]il dipolo assume un comportamento ohmico induttivo per cui si avrà
[math]L_{eq}=L-CR^{2} [/math]
– [math] L< CR^{2} [/math]il dipolo assume un comportamento ohmico capacitivo per cui si avrà
-[math] C_{eq}= \frac{CR^{2}-L}{R^{^{2}}_{eq}}\cong C-\frac{L}{R^{2}} [/math]

comport ohmico induttivo e capacitivo

Questo aspetto del comportamento di un resistore alle alte frequenze, deve preoccupare quando il componente dovrà lavorare in circuiti elettrici in cui sono in gioco valori di frequenza interessanti, tipo i circuiti in Radio Frequenza in cui la reattanza capacitiva ed induttiva sono determinate proprio dalla frequenza, e aspetto determinante sarà la tipologia costruttiva del resistore, come ad esempio sarà maggiormente sentito l’effetto induttivo in un resistore a filo piuttosto che in uno ad impasto, e via dicendo; per cui nella pratica questi aspetti occorre averli presente e considerarli al momento opportuno,

-tensione di rumore

Per questa caratteristica si parla di effetto Johnson , ovvero in conseguenza dell’agitazione termica il movimento caotico degli elettroni liberi nella sezione di un conduttore produce fluttuazioni di tensione ai capi del conduttore stesso di valore medio nullo. Il valore efficace della tensione di rumore Vf varia secondo la frequenza, pertanto se il rumore (noise) , ha una densità spettrale costante prende il nome di rumore bianco, in questo caso il valore efficace della tensione dipende dall’intervallo di frequenza considerato, il valore efficace della tensione di rumore vale:

[math]V _{n}= \sqrt{4KTR\Delta } [/math]

K è la costante di Boltzman, mentre T è la temperatura del conduttore ed R la sua resistenza ed [math] \Deltaf  [/math]l’intervallo di frequenza considerato. Quindi in ogni resistore è presente un generatore di tensione di rumore Vn, ed esistono dei diagrammi current noise che forniscono la tensione di rumore in µV /V funzione del valore nominale della resistenza in ohm forniti dai costruttori .

tensione di rumore

-stabilità

Questa caratteristica è determinante quando un resistore si trova a dover lavorare in condizioni ambientali variabili, che determinano variazioni permanenti del valore di resistenza, si indica con il grado di stabilità il rapporto fra la variazione della resistenza ed il suo valore iniziale.
Anche in questo caso i costruttori forniscono dei diagrammi in cui delle curve descrivono il rapporto [math]\Delta R/R %[/math] in funzione delle ore e giorni di funzionamento in particolari condizioni di lavoro , oppure indicano tale variazione in funzione di particolari condizioni di lavoro.

diagramma stabilità

-temperatura massima di lavoro

E’ quel valore di temperatura massimo oltre il quale il resistore subisce danneggiamenti strutturali, ed è un valore indicato dal costruttore in genere compreso in un range ad esempio -55…+155°C

-tolleranza

Va detto che i valori di resistenza dei resistori disponibili in commercio sono unificati in base alle normative IEC, ma va anche detto che il valore di resistenza in ohm indicato sul resistore non coincide con quello in pratica misurato sullo stesso, ma sarà più o meno vicino a quello teorico (indicato), cioè nella pratica si ha un determinato grado di precisione del resistore.
Pertanto nella pratica si considera una tolleranza espressa in percentuale che indica la deviazione massima del valore reale ohmico dal suo valore nominale, ed il valore di tolleranza è riportato anch’esso sul corpo del resistore, i valori di tolleranza standard sono

±20%    ± 10%    ± 5%    ± 2%    ± 0,5%

Ovviamente nella pratica questa caratteristica ha la sua importanza in virtù dell’applicazione del resistore , infatti un resistore con resistenza di 10 kΩ ± 5% il suo valore si discosterà di più o meno di 500 Ω, che non è poco, pertanto si potrebbe considerare un resistore con tolleranza più bassa.
Pertanto vien da se che anche il costo del resistore salirà in maniera inversamente proporzionale a quello della tolleranza, per il quale si avranno maggiori valori disponibili di resistenza.
Le serie di resistori disponibili sul mercato in base al valore di tolleranza sono indicate con :

E6 (±20% ) / E12(±10%)  /  E24(±5%)  /  E48(±2%)  / E96(±1%)  / E192(±0,5%)

un’applicazione tipo di un resistore può essere quella di polarizzazione di un diodo led. Il diodo led è un dispositivo semiconduttore in quanto realizzato da una giunzione di semiconduttori di tipo P ed N, e perché sia correttamente alimentato è necessario che lo sia in corrente, ovvero si dovrà limitare l’intensità di corrente di alimentazione perché il diodo led non si danneggi, e qui ci viene in aiuto il nostro resistore connesso in serie all’alimentazione del diodo led, ovviamente il resistore dovrà essere opportunamente dimensionato.
Ora iniziamo dal nostro diodo led, che nel caso specifico è un diodo led da 5mm con intensità luminosa 2000 mcd e colore 6000k, quindi un diodo led ad alta luminosità luce fredda con un’angolazione di illuminamento di 20..25° ed una potenza massima di 80 mW, la sua intensità di corrente massima diretta If =30 mA e la sua tensione diretta di alimentazione è di Vf = 3,2..3,8 V

A questo punto abbiamo tutte le info necessarie per utilizzare e polarizzare correttamente il diodo led. La tensione di alimentazione disponibile è Va= 12V superiore a quella richiesta dal diodo led, pertanto si dovrà far cadere la parte eccedente sul nostro resistore che dovrà essere attraversato dall’intensità di corrente diretta If per polarizzare correttamente il diodo led, sceglieremo questo valore entro il valore massimo pari a If =20 mA in modo da garantire una lunga durata al diodo led. Ora applicando la ben nota legge di Ohm ci andiamo a ricavare il valore di in ohm del nostro resistore:

circuito polarizzazione diodo led

[math]R= \frac{V_{a}-V_{F}}{I_{f}}= \frac{12-3,2}{0,020}=440\Omega[/math]

e di potenza

P[math] =V_{a}\cdot I_{f}=12\cdot 0,020=0,24 W [/math]

Calcolate le caratteristiche del nostro resistore, andremo a prendere quello disponibile in commercio più vicino al valore ottenuto, nel caso specifico quello disponibile nel cassetto … ovvero quello di 470 ohm ed ¼ Wcon il quale andremo ad alimentare il nostro diodo led…

ALIM D LED ON

Un altro aspetto da considerare, è come individuare il nostro resistore. Ora è noto che per i resistori di potenza considerevole, dai 5 W in su, la loro identificazione non è molto complessa in quanto le caratteristiche sono riportate sul resistore in chiaro, pertanto interpretarle non è molto difficoltoso, mentre per i resistori da ¼ w fino ai 2W l’interpretazione delle caratteristiche va fatta per mezzo del codice RETMA ovvero un codice di colori che assegna ad ogni colore un valore a seconda della posizione in cui si trova sul corpo del resistore.
Infatti i resistori hanno serigrafato sul loro corpo una serie di anelli, in genere sono quattro e leggendo partendo da sinistra verso destra si assegnano ai primi due anelli le cifre del valore in ohm della resistenza, mentre la terza cifra rappresenta il moltiplicatore di zeri, e la quarta cifra ovvero il quarto anello rappresenta la tolleranza in percentuale, nei resistori con cinque anelli colorati, i primi tre forniranno il valore numerico mentre il quarto sarà il moltiplicatore ed il, quinto la tolleranza …ovviamente la codifica dei colori-valori va fatta secondo la tabella RETMA…

CODICE RETMA

Ovviamente nella valutazione/lettura del valore in ohm di un resistore si dovranno aver presenti gli eventuali multipli e sottomultipli noti delle unità di misura.
Mentre per quanto concerne la distinzione della potenza del resistore ci si dovrà affidare da un punto di vista pratico alla conoscenza dei componenti valutandone le dimensioni:

RESISTORI

Nei resistori di potenza leggere le caratteristiche non è complicato, si utilizza un codice alfanumerico ,noto come codice British Standard 1852 ad esempio la lettera R viene utilizzata per indicare la virgola, tipo 2R7 sta per 2,7 ohm, mentre la potenza è chiaramente indicata in W ad esempio 5 W, la tolleranza viene indicata utilizzando delle lettere specifiche

R DI  POTENZA

CODICE ALFANUMERICO RESISTORI

Un esempio di codice in chiaro alfanumerico ce lo mostra resistor portandoci un resistore con il valore stampigliato …

resistor one

Oltre le caratteristiche dei resistori occorre conoscere anche il tipo di resistore, in quanto si differenziano anche per tecnologie costruttive, innanzitutto vediamo quali sono gli elementi costitutivi di un resistore

RESISTORE ELEMENTI COSTITUTIVI

Il supporto dell’elemento resistivo in genere è realizzato con delle ceramiche o vetro o diversamente del materiale plastico, comunque supporti che presentano una elevata robustezza meccanica, una elevata resistenza di isolamento ed un coefficiente di dilatazione termica uguale o superiore a quello dell’elemento resistivo e del rivestimento del resistore e non ultimo particolari caratteristiche dielettriche fondamentali qualora il resistore dovesse essere utilizzato in circuiti ad alta frequenza.

L’elemento resistivo, è la parte fondamentale del resistore in quanto realizza la resistenza elettrica, e caratterizza il tipo di resistore , si possono avere infatti resistori

-resistori a strato sottile
-resistori a strato spesso
-resistori cermet
-resistori a impasto
-resistori a filo avvolto

I reofori altro non sono che i terminali di collegamento del resistore al circuito, e sono collegati all’elemento resistivo attraverso degli appositi cappucci saldati.
Il rivestimento di protezione, che caratterizza l’aspetto esterno del resistore e sul quale poi verrà serigrafato il codice o le caratteristiche del componente, è realizzato con un tubo di materiale isolante e meccanicamente robusto, o con diversi strati di vernice isolante o smalti vetrosi.

I resistori a strato sottile o a film sottile, hanno l’elemento resistivo realizzato da una sottile pellicola di materiale conduttore in genere films metallici o ossidi di metallo o polvere di carbone ,depositata su un supporto di ceramica. Nonostante i processi produttivi consentano di realizzare film sottili, si è appurato che utilizzare film più spessi si migliora la stabilità del resistore, ottenendo comunque valori elevati di resistenza utilizzando tecniche di spiralizzazione del film. Questa tecnica consiste nell’incidere lo strato resistivo in maniera elicoidale, mettendo a nudo il supporto realizzando cosi uno strato aspirale, ottenendo a parità di dimensioni un valore di resistenza maggiore. Questo tipo di resistori, comunemente noti come resistori a strato sono considerati come componenti di semi-precisione o di precisione. Il tipo a strato metallico richiede una tecnica costruttiva complessa e risultano essere i migliori di quelli a carbone che per contro sono maggiormente resistenti ai sovraccarichi
I resistori a strato spesso o film spesso sono realizzati con miscele di polvere di vetro e metallo (argento, palladio ,titanio ,nitrato di titanio , e carburo di tantalio) contenuti in un legante o in una pasta organica, ed applicata su un substrato di cilindro di allumina o stearite per immersione e velocità controllata in modo da regolare lo spessore del film, e portati ad una temperatura tr i 900°C ed i 1100°C, gli elementi resistivi spiralizzati sono rivestiti con un involucro stampato in resina epossidica e in un involucro al silicone. Questo tipo di resistori trova maggiore impiego dove sia necessario smaltire molto calore, hanno una eccellente risposta in frequenza ma una stabilità inferiore a quelli a film sottile.
Il resistore cermet, è un particolare tipo di resistore con supporto in materiale ceramico nel quale vengono depositati per mezzo di stampa serigrafica dei materiali resistivi, a base di metalli nobili, di loro ossidi e di leganti ceramici e vetrosi dispersi in un veicolo resinoso, la cottura avviene alla temperatura compresa tra gli 800-1000°C. Questo tipo di resistori offrono un vasto campo di temperatura di lavoro (-55/160°C) ed un eccellente rapporto potenza dissipabile-superficie, un TCR tra +/- 25-100 ppm/°C ed una vasta gamma di valori ohmici, una tensione di isolamento fino a 3000 V ed un rivestimento protettivo resistente ai solventi, ed hanno la caratteristica di dissipare potenza in dimensioni ridotte.
Nei resistori ad impasto l’elemento resistivo è costituito da polvere di carbone o grafite e resine sintetiche mescolate con materiali inerti in proporzioni secondo il valore di resistenza da realizzare, la sua realizzazione consta di un elemento resistivo cilindrico a cui vengono applicati i due reofori e ricoperto da una custodia isolante ad esempio un tubetto di ceramica bloccata agli estremi con del cemento anch’esso isolante. Il loro impiego non è molto vasto, in quanto presentando una elevata rumorosità ed una scarsa risposta in frequenza sono stati sostituiti da quelli a film sottile.
I resistori a filo presentano il loro elemento resistivo realizzato da un filo metallico avvolto su un supporto isolante piatto o cilindrico, questo filo metallico in genere è costituito da una lega metallica tipo
-nichel-rame. Manganina e costantana con coefficiente di temperatura vicino allo zero ed utilizzate per resistori di precisione
-nichel-cromo. Utilizzata per resistori di elevata potenza
-nichel-cromo-alluminio. Utilizzata per resistori di elevata resistenza
-nichel-cromo-ferro, utilizzata per le serie di resistori più economici.
L’utilizzo della lega è giustificato dalla sua resistenza più elevata rispetto ai metalli puri, permettendo cosi di realizzare dimensioni di resistori più contenuti, a parità di resistenza. Sono dei resistori molto costosi e vengono utilizzati dove occorrono prestazioni non raggiungibili con i resistori a strato.

I resistori a filo si suddividono in tre categorie
-a filo smaltati per potenze medie ed alte 12-100W, l’elemento resistivo è avvolto su supporto isolante e protetto da smalti vetrosi non infiammabile per temperature di lavoro fino a 400°C, utilizzando una tecnica di avvolgimento detta bifilare si ottengono anche dei tipi antinduttivi.
-a filo cementati per potenze da 2-20W, l’elemento resistivo in nichel-cromo o in rame-cromo è avvolto su un supporto tubolare ceramico e coperto da uno strato di cemento per resistere alle alte temperature oltre a fornire una elevata resistenza meccanica, possono sopportare sovraccarichi di breve e lunga durata.
-a filo di precisione per potenze da 0,25-2W, l’elemento resistivo avvolto è realizzato in maniera accurata al punto da essere utilizzati particolarmente in apparecchiature professionali dove la qualità e l’affidabilità sono fondamentali, raggiungono tolleranze fino allo 0,005% per potenze di 2W max ed una vasta gamma di valori di resistenza.
Senza tralasciare i resistori a filo con dissipatore metallico o corazzati per potenze fino a 300 W e dimensioni molto contenute, ovviamente questo tipo di resistori va installato su strutture adeguate tipo il telaio della macchina o dispositivo che l’ospiterà.

Ultima nota è relativa ad un riferimento fondamentale che vale per ogni componente elettronico da cui trarre ogni informazione utile ed è il suo “datasheet” fornito dal costruttore con tutte le informazioni tecniche necessarie relative al componente, ad esempio per un resistore:
http://html.alldatasheet.com/html-pdf/167973/SHARMA/RS11-1SLASH2W-22K/690/3/RS11-1SLASH2W-22K.html
scaricabile dal sito: alldatasheet, dove è possibile reperire il datasheet di ogni tipo di componente elettronico.

Una piccola considerazione ….

In un circuito elettrico il resistore è quel componente passivo grazie al quale, attraverso il suo valore caratteristico di resistenza espressa in Ohm, ci consente di introdurre una caduta di tensione in volt se inserito in serie ad un carico, realizzando così un abbassamento di tensione ai capi dello stesso carico; oppure se collegato in parallelo al carico di derivare una parte dell’intensità di corrente in ampere, diminuendola ai capi del carico. In entrambi i casi si dovrà considerare la potenza che il resistore dovrà smaltire in modo da dimensionarne correttamente la sua in watt. Quest’ultima grandezza rende più o meno plausibile l’utilizzo di un resistore come abbassatore di tensione o limitatore di corrente, valutando correttamente l’eventuale spreco di energia che dissiperà il resistore. Ovvero se è il caso o meno di realizzare “una stufetta” per abbassare qualche volt ad un generico carico, valutando alternative che l’elettronica analogica ci offre come l’utilizzo di dispositivi semiconduttore in genere.

….continua ...

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